Santa Maria Alemanna

Ottima riuscita del “Potenziamento della difesa dello Stretto: 1810, lo Sbarco Murattiano”

Uno dei più apprezzati appuntamenti della lunga Notte della Cultura, svolta a Messina lo scorso sabato, è stato quello organizzato in sinergia tra Assessorato Comunale alle Politiche del Mare, Istituto Italiano dei Castelli, Associazione Amici del Museo di Messina e Il Circolo a Santa Maria Alemanna. Dalle ore 21 fino a quasi le 2 di notte nel suggestivo tempio medievale di Via Sant’Elia si sono alternate conferenze e intermezzi musicali, oltre ad una visitatissima mostra, aventi come tema “Il Potenziamento della difesa dello Stretto: 1810, lo Sbarco Murattiano”. Proprio il 18 settembre 1810 a sud di Messina si svolse un episodio di guerra poco noto ma di rilevanza europea. In quella occasione tra Mili e Giampilieri i francesi di Gioacchino Murat tentarono la conquista della Sicilia. Il fallimento dell’impresa comportò il progressivo ritiro del contingente francese dall’area dello Stretto e la Sicilia non ebbe a subire l’occupazione napoleonica come il resto dell’Europa continentale grazie alla risolutezza degli abitanti dei villaggi a sud di Messina. I francesi al comando del Generale Cavignac sbarcarono in quelle spiagge con l’intento di occupare le colline retrostanti la costa in attesa di un secondo contingente di sbarco che però non giunse mai, provocando il fallimento della spedizione. Degli oltre tremila uomini sbarcati quasi la metà vennero uccisi o fatti prigionieri grazie alla determinazione degli abitanti di quelle contrade coadiuvati da truppe borboniche e inglesi. Nell’attesa di questo previsto attacco murattiano furono rafforzate le strutture fortificate della sponda siciliana a partire dal fortino borbonico di Capo Schisò per arrivare alla Torre Peloro di Faro. In realtà lo sbarco avvenne nella parte di costa apparentemente meno munita lungo la riviera a nord di Scaletta per evitare l’impatto diretto nell’area dello Stretto fortemente difesa da tutta una serie di strutture militari. Gli scontri, che durarono a lungo provocando vittime in entrambe le parti, si estesero a sud sino a Capo Sant’Alessio. Il frettoloso rimbarco dei francesi lasciò a terra gran parte delle truppe con numerosi ufficiali cui non rimase altra scelta che la resa. Tra i cimeli di quegli scontri va ricordata la bandiera di combattimento del Reggimento Corso esposta per anni nel transetto della Cattedrale di Messina. Infine è bene ricordare che a celebrare la vittoria sui francesi venne eretto un monumento a Mili che fu però demolito dopo la fine del Regno delle Due Sicilie. Sono intervenuti come relatori Giuseppe Ruggeri, Orazio Micali, Franz Riccobono, Armando Donato, Alessandro Fumia e Marco Grassi che hanno affrontato l’argomento nelle più svariate prospettive. La lunga serata è iniziata con i saluti dell’Assessore Pippo Isgrò, del Presidente del Circolo Angelo Caristi e della Delegata dell’Istituto dei Castelli Micaela Stagno d’Alcontres. Gli artisti che si sono esibiti nei vari interventi musicali sono stati: il soprano Tiziana Caminiti, Ata Virzì e Domenica Mastronardo al pianoforte e Carmelo Ricciardi al sassofono. La Mostra documentaria sul tentativo di sbarco francese e sulle fortificazioni della riviera jonica peloritana è stata curata dallo Studio di Architettura di Antonio Galeano. Un appuntamento quello svolto nell’ambito della Notte della Cultura 2011 che fa parte del ricco programma di attività varato dall’Associazione Amici del Museo per ricordare degnamente il Bicentenario di questo significativo evento. Episodio lontano quello dello sbarco murattiano in Sicilia ma che malgrado i due secoli trascorsi ricorda ancor oggi il ruolo strategico di Messina nello scacchiere europeo.