Giuseppe Sequenza

Giuseppe Sequenza da Messina

Nel 1856 fu pubblicata dalla stamperia D’Amico, l’opera di Giuseppe Sequenza messinese, chimico e minerologista.
Egli da alcuni anni sperimentava delle combinazioni chimiche che lo rendevano molto impegnato, sentiva di aver fatto una scoperta importante, una scoperta di cui molti si sarebbero in futuro ricordati. Elaborando questo suo procedimento, sopra un campione metallifero proveniente dalla miniera di Fiumedinisi, era arrivato ad ottenere il minerale di Nichelio allo stato compatto. Riuscendo a mettere su carta, tutti gli aspetti peculiari della sua ricerca e degli esperimenti che secondo lui, lo avrebbero portato al successo. Il libercolo uscito dai torchi della stamperia D’Amico, portava il nome di: i filoni metalliferi di Fiumedinisi. Avendo scoperto in quella miniera, un filone di antimonickel in una matrice composta, insieme a concrezioni di calcopirite e di panabasio.
Dove sta la scoperta? Il nichel è un minerale che è stato per la rima volta estrapolato per fusione in Germania. Nel 1751 il barone Axel Frederik Cronstedt, tentando di estrarre rame dalla nicolite, estrasse un metallo di colore bianco che battezzò nichel. La prima lega in rame-nichel  per coniare una moneta, si ebbe nel 1881. Il Sequenza, era riuscito ad estrapolare con un processo chimico, oggi diremmo a freddo, da una roccia di antimonionichel lo stesso metallo individuato dal barone Cronstedt.
Quindi, quello che era riuscito a raggiungere il nostro chimico, era qualcosa di incredibile allora, come lo sarebbe ancora oggi,  viste le applicazione di questo minerale nell’industria, ed i suoi alti costi per ottenerlo mediante fusione da altri agglomerati metalliferi.

Alessandro Fumia