Francesco Securo

Francesco Securo da Messina – architetto militare (parte quarta)

Grande fu l’opera dell’architetto Francesco Securo da Messina in quel di Napoli. Si ricordano di lui numerose fabbriche ed altrettanti arredi. Favorito più di altri dalla corte e da Re Ferdinando IV, ebbe la possibilità di esprimere tutto il suo ingegno.
Ebbe innalzato di sana pianta la rediviva chiesa di Santa Croce, ed ebbe a restaurare, la chiesa santuario del Carmine Maggiore offesa dall’incendio del Foro Magno, anche questo monumento di epoca angionina fu rimesso a nuovo dal grande architetto messinese. Edificò un teatro, detto del Fondo; restaurò il cosiddetto palazzo Salerno che fu l’abitazione del Principe Leopoldo Giovanni Giuseppe di Borbone, figlio di Re Ferdinando IV e di Maria Carolina.
Progettò ed esegui, due bella fontane in stile neoegizo. Restaurò e mise a nuove fabbriche, alcuni arredi del Palazzo di san Giacomo. Progettò persino, dopo il terremoto del 1783 la nuova palizzata di Messina.
Abbellì di nuove forme il monastero delle Verginelle; insomma, la sua opera indefessa in onore del sovrano e della nazione, gli diedero l’occasione, di elevarsi fra gli uomini più in vista del Regno.

Alessandro Fumia

Francesco Securo da Messina – architetto militare (parte terza)

Nel 1781 occorse un grave incendio presso il piazzale del Foro Magno, meglio conosciuto come la Piazza del  Mercato a Napoli.
Il Re diede incarico all’architetto Francesco Securo, di recuperare lo spazio urbano. Egli realizzò a dispetto di quanto osserveranno gli storici, la sua opera d’arte.
Ebbe a restaurare la piazza, con un impianto ad esedra. Sistemandone la pavimentazione. Alle estremità della piazza: ad est di essa e rispettivamente di incontro, all’opposto sul lato ovest, vi fece realizzare due Fontane obelisco in stile neoegizio. Collocando ai quattro lati di entrambe le fontane, quattro sfingi stilizzate di piccole dimensioni.
L’incendio aveva devastato i palazzi che si affacciavano verso lo slargo, distruggendo le suppellettili che si trovavano poste ai margini dell’antica piazza,quasi pericolanti insistere presso la chiesa di Santa Croce. Questo tempio, già in condizioni precarie, venne ulteriormente danneggiato dalle fiamme, che carbonarono le pietre alla faccia principale, contribuendo a mandarne in rovina il tempio stesso. Anche altri palazzi furono devastati dal rogo, tranne la chiesa di Sant’Eligio che subì pochi incidenti. L’architetto Securo, avendo avuto carta bianca dal suo sovrano, fece abbattere le rovine della chiesa domenicana di Santa Croce e su suo progetto, nel 1792 fu ricostruita la nuova chiesa denominata: chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato.
Oggi la piazza del Mercato di Napoli è in condizioni  precarie: le fontane hanno subito una serie di vandalismi, avendo decapitate le teste di tutte le sfingi che aspettano di essere restaurate.

Alessandro Fumia