Riceviamo e pubblichiamo

a proposito dell’articolo su Gaetano Ainis: https://cariddiweb.wordpress.com/2011/02/15/lo-stabilimento-tessile-di-gaetano-ainis-da-messina/ ci scrive Alessandro Ainis:

Vi ringrazio per l’attenzione rivolta a Gaetano Ainis figlio, ma la storia della mia famiglia è un pò più amplia al momento non vi posso comunicare notizie o foto, vi posso indicare visto il vostro interesse per la città questi testi:
“Uomini illustri Messinesi 1880”  Museo Messina Storia Gaetano Ainis Padre creatore industria tessile 1829;
“Cavalieri del Lavoro 1903 ” Gaetano Ainis Figlio fondatore e presidente società Operaia Messinese. Assessore…….
Francesco Miceli Ainis sempre nel Libro che potete trovare al museo “Uomini Illustri Messinesi 1880.”
Alfredo Ainis figlio Gaetano fondatore insieme ai fratelli Ainis dell’Industria di Liquirizia….Ing Lella Ainis fabbrica del legno….

per quello che avete scritto nel sito:

“…..non è la storia di un solo uomo, ma bensì di una Famiglia che puntava a migliorarsi sempre. All’inizio del Novecento i Fratelli Ainis possedevano un industria di Liquirizia, Partecipazioni nella Società Siciliana di Navigazione a Vapore di Messina e uno stabilimento tessile fra i più grandi d’Italia e un Pastificio connesso, tali stabilimenti si estendevano dalla Piazza San Francesco di Paola al “Ringo “, una località a qualche chilometro di distanza, nella  riva settentrionale della città. Prima del grande disastro di Messina Terremoto 1908, lo stabilimento tessile Ainis – considerato «uno dei più antichi d’Italia» utilizzava ancora la tessitura meccanizzata, utilizzando tre macchinari a forza cavalli vapore, con 5 caldaie della potenza complessiva di 75 cavalli: le quali alimentavano pure, 102 telai  meccanici del 1858, e tutte le altre decine di macchine, necessarie per la completa lavorazione dei filati tessili, consumavano 1200 tonnellate di carbone all’anno. Si lavoravano in questo stabilimento annualmente, 500 balle di cotone filato, del peso di quintali 3200.. Oltre diverse droghe necessarie per la coloritura e la stamperia dei filati per un peso di due quintali e mezzo; producendo 25 pezze di tessuto grezzo, lunghe cadauna 24 metri. Per lo più il tessuto filato stampato con queste tecniche lavorative, ammontava annualmente a 60000 pezze in tessuti diversi. Vi prestavano opera: 1600 tessitrici, 50 scolare, 200 operai, 3 direttori, 6 fuochisti, 2 macchinisti, 4 incisori,  3 custodi pagandoli per salario, da un tarì a una onza. Cioè da lire 0,42 a lire 12,75 giornaliere.. La sua forza lavoro nei primi del novecento da tempo si era ormai ridotta, e perciò la maggior parte dei locali e della forza motrice di cui disponeva era stata – come sappiamo – destinata dalla ditta alla macinazione dei cereali e alla fabbricazione della pasta. Grazie ad altre carte, in rapporto a questi stabilimenti, oggi diremmo il suoi indotti, prendevano opera altri 400 operai. Tale stabilimenti, in modo diretto e  indiretto, fornivano lavoro a 2270 operai Messinesi……..”
Cordiali saluti
Alessandro Ainis

One comment

  1. Ho conosciuto il Barone Gaetano Ainis, nipote dell’illustrissima Personalita’ che ha portato Onore a Tutta Europa partendo da quella Messina scomparsa nel terrible Terremoto.
    E’ un esempio da seguire…la Sicilia non e’ quellla che raccontano oggi, ma quella che viene descritta portando uno degli Esempi che l’Hanno resa Nobile e protagonista in ogni Campo di Cultura Armatoriale, Bancaria, Tessile, Industriale, Automobilistica, Agricola, Orafa, Numismatica etc……..

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