Eventi & Appuntamenti

“In Regia Civitate Puthei Goti” arte, storia e tradizioni dell’antica città regia di Pozzo di Gotto Barcellona Pozzo di Gotto (me) – 27, 28 e 29 luglio 2012

MOSTRE FOTOGRAFICHE E PROIEZIONI VIDEO
Chiesa San Vito (27, 28 e 29 luglio, ore 19,00-24,00)

VISITE GUIDATE ALLE CHIESE DI POZZO DI GOTTO (27 e 28 luglio)
Chiesa San Vito (ore 22,00-23,00)
Chiesa Santa Maria Assunta (ore 21,00-23,00)
Chiesa dei Cappuccini (ore 21,00-23,00)
Chiesa Gesù e Maria (ore 21,00-23,00)
Oratorio Anime del Purgatorio (ore 20,00-23,00)
Chiesa Madonna del Carmelo (ore 22,00-23,00)

Per raggiungere i luoghi:

 

https://maps.google.it/maps/ms?msid=206135012968778618875.0004c4ce595b93dc82af8&msa=0&ll=38.150403,15.226879&spn=0.009281,0.021136

Evento organizzato dall’Associazione Longane

Nasce a Barcellona Pozzo di Gotto l’associazione “Longane”

Ormai da qualche anno un gruppo di persone, radunatesi in modo spontaneo attorno ad un gruppo virtuale sul noto social network Facebook, svolge settimanalmente escursioni di ricognizione del territorio dei comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Rodì Milici e Terme Vigliatore, censendo quanto ci può essere di rilevante da un punto di vista culturale. Le numerose scoperte di tombe a grotticella, di luoghi di culto, di insediamenti, sommato a quanto già era noto ma poco studiato hanno portato all’idea di unirsi in associazione per avviare una seria promozione culturale del territorio. Il disinteresse dei mezzi d’informazione negli ultimi anni ha portato alla scelta di utilizzare Facebook per aggregare gente e tenere informati quanti si sentivano vicini all’iniziativa. Alla fine questa scelta si è rivelata vincente e ha mostrato le potenzialità del mezzo virtuale che, se ben usato, porta sia  alla condivisione dei contenuti in modo  rapido sia alla conoscenza di nuove persone interessate anche al di là del mondo virtuale.
L’impegno continuo e gli studi fatti dai singoli componenti del gruppo che hanno messo a servizio le proprie capacità professionali hanno portato a ricostruire la storia di un territorio che fino a qualche anno fa si riteneva privo di qualsiasi rilievo storico ed era quasi totalmente ignorato. Punto di partenza sono state le ricerche sul Monastero di Gala condotte da Filippo Imbesi negli ultimi decenni, le cui pubblicazioni si trovano nelle biblioteche specializzate di tutto il mondo,  ma punto di arrivo momentaneo è stata l’attività di censimento di manufatti che dalla preistoria fino all’epoca contemporanea sono presenti nel territorio barcellonese e che corrono il rischio non solo di essere ignorati ma anche di essere cancellati. Non solo, sono state finora censite anche molte tradizioni religiose e molte opere d’arte ed è stato constatato l’amore per il territorio da parte di molte persone che si sono avvicinate al gruppo negli ultimi mesi.
I componenti di questa associazione spontanea hanno ritenuto quindi opportuno associarsi in modo più organizzato, non interrompendo le attività fino a questo momento portate avanti ma anzi ampliandole con un più intenso impegno cercando di avviare la promozione culturale con futuri progetti che saranno presto resi noti e saranno rivolti non solo alla cittadinanza Barcellonese ma a quanti da ogni luogo saranno interessati a queste proposte.
In sintesi l’intento è quello di programmare in modo razionale un piano di sviluppo culturale sul territorio proporzionato alle proprie risorse, senza improvvisare ma proponendo un prodotto che sia interessante e di alta qualità.

Per informazioni e per seguire le attività dell’Associazione Longane:
https://www.facebook.com/pages/Associazione-Longane/194077797308037

Per le pubblicazioni delle ricerche condotte fino a questo momento vedere il sito di Filippo Imbesi:
http://www.barcellonaricerchestoriche.it/

Antonino Teramo

Il Buon Governo: mostra sugli affreschi di Ambrogio Lorenzetti durante la Notte della Cultura

Tra il 1337 e il 1339  Ambrogio Lorenzetti, fratello minore del pittore Pietro, realizzava nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena un importante ciclo di affreschi. La grande novità che caratterizzava l’opera pittorica era la tematica trattata, per la prima volta  veniva rappresentato in un ciclo di grande rilevanza un tema “civile” e non religioso: Il Buon Governo. Anche se l’aspetto religioso è comunque presente e integrato nell’opera perché legato in modo imprescindibile alla visione del mondo degli uomini medievali, edificatori e abitatori di una società che aveva in Dio il suo fine ultimo, l’opera veniva realizzata su commissione del “governo dei Nove” così chiamato dal numero dei governatori che dal 1287 al 1355 amministrarono la città di Siena portando risultati giudicabili positivamente dal numero di opere pubbliche portate a termine.
Il maestoso dipinto occupa tre pareti: la parete centrale (lunga circa 7,7 metri) rappresenta la buona politica retta dalle virtù naturali e cristiane; la parete Est (lunga circa 14 metri) ritrae gli effetti del buongoverno in città e nel contado; la parete Ovest (lunga 14 metri) rappresenta invece l’antitesi di quanto prima esposto, cioè il Malgoverno con le sue conseguenze sulla società. Si fa largo uso quindi dell’allegoria, figura retorica molto usata nel medioevo tendente a spiegare un concetto mediante un’immagine. E sono numerose le rappresentazioni allegoriche contenute nel ciclo di affreschi, allegorie evidentemente facilmente comprensibili ai senesi del XIV secolo, considerando che la Sala dei Nove era facilmente accessibile come descritto nelle prediche di San Bernardino da Siena. Inoltre nella tradizione politica dei comuni italiani appare chiaro come la sala del governo fosse accessibile a chiunque. Il fine dei dipinti appare quindi evidente: aiutare tutti a riflettere su che cosa significhi governare avendo in mira il bene comune. Il ciclo di affreschi è infatti molto apprezzato non solo dagli storici dell’arte ma anche dagli storici delle idee come la più brillante sintesi dell’ideologia del governo comunale. Tra gli studiosi c’è stato anche chi ha definito l’opera di Ambrogio Lorenzetti come una “Summa pittorica del governo”, con un evidente paragone alla Summa Teologica di San Tommaso d’Aquino, quindi una vera e propria Summa Politica trasposta per immagini, raffigurante il fondamento e l’attuazione della politica della società medievale.
Il prossimo 25 febbraio, in occasione della “Notte della Cultura” organizzata dal Comune di Messina, Alleanza Cattolica proporrà una mostra delle riproduzioni del ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti. I pannelli sono stati realizzati dall’ Istituto per la Dottrina e l’Informazione Sociale in Sicilia, rappresentano e spiegano le principali allegorie del Buon Governo: Sapienza, Giustizia, Concordia, Bene Comune, Prudenza, Fortezza, Pace, Fede, Magnanimità, Temperanza, Giustizia, Speranza. Altri pannelli sono dedicati  agli effetti del buon governo e agli effetti di un cattivo governo. Per scoprire e comprendere i significati di queste allegorie si rimanda quindi alla visione della mostra che sarà visitabile al primo piano di Palazzo Zanca durante la “notte della Cultura”.
Le intenzioni di Alleanza Cattolica, che da sempre diffonde il Magistero della Chiesa e la sua Dottrina Sociale, appaiono chiare: gli affreschi del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti a distanza di secoli dalla loro realizzazione possono continuare a svolgere il loro scopo di avviare una riflessione su cosa significhi governare avendo in mira il bene comune, basandosi su principi naturali e cristiani. I dipinti offrono quindi dei princìpi rappresentati in modo figurativo: se nell’amministrare la cosa pubblica saranno seguiti ci saranno degli effetti positivi, nel caso opposto gli effetti saranno negativi.

Antonino Teramo

Si apre oggi, lunedì 21, con “La Pecora Nera”, di e con Ascanio Celestini, il ciclo “Mai visti a Messina: referendum tra i soci”. Il film, in concorso all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è stato votato in maniera quasi plebiscitaria dai soci del Cineforum e si inserisce nell’ambito della rassegna di film d’autore per la stagione 2010-2011, promossa dallo scorso ottobre, dal Cineforum Don Orione, patrocinata dal Comune e con il concorso della Regione Siciliana assessorato beni culturali e ambientali, della Provincia regionale, dell’ERSU. Lunedì 28 febbraio sarà invece proiettato “American Life”, ultimo film del regista Sam Mendes (Premio Oscar per “American Beauty”; film acclamato dalla critica ma penalizzato dalla distribuzione, non è mai apparso sugli schermi cittadini. Il programma continuerà lunedì 7 marzo, con “Miral”, di Julian Schnabel, anch’esso in concorso a Venezia e basato sul libro/inchiesta della giornalista Rula Jebreal “La strada dei fiori di Miral”; e quindi conclusione lunedì 14 marzo con “Urlo” di R. Epstein e J. Friedman, apprezzato biopic sulla figura di Allen Ginsberg (interpretato da James Franco), imprescindibile punto di riferimento della cosiddetta “beat generation”. Tutte le proiezioni si svolgeranno alla Sala Visconti con inizio alle 16.30,18.30, 20.30 e 22.30. Per informazioni: http://www.cineforumorione.it.

Visite guidate alla mostra dei “Doppi di Caravaggio”

Lo Staff “Notte della Cultura”, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina curerà l’organizzazione di visite guidate alla mostra “I doppi Caravaggio: il mistero dei due S. Francesco in meditazione”, allestita al Palacultura, comprese quelle disposte dal sindaco, on. Giuseppe Buzzanca, per gli istituti scolastici di Messina e provincia. L’opera doppia, due tavole ad olio assolutamente identiche se non per qualche sfumatura di colore, è il caso di “doppio” da più lungo tempo dibattuto negli studi su Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610). I due esemplari della chiesa di San Pietro a Carpineto Romano, in provincia di Roma, (in deposito alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma – olio su tela, cm 128,2 x 97,4 – e di Santa Maria della Concezione, chiesa dei Cappuccini in via Veneto – olio su tela, cm 130 x 98), sono stati oggetto di indagini diagnostiche effettuate nel 2000 dalla stessa Rossella Vodret, che ha evidenziato come dalle analisi sia “emerso che nel San Francesco di Carpineto sono presenti non solo una serie di pentimenti compositivi nella esecuzione del dipinto (del tutto assenti invece nell’esemplare della Concezione), ma, soprattutto, una tecnica esecutiva – nella preparazione e nella costruzione della figura – del tutto analoga a quella riscontrata in altre opere di Caravaggio ed alla quale è invece completamente estranea quella della tela romana. La differenza sostanziale tra i due dipinti è tuttavia nella realizzazione complessiva delle figure: addolcito, ‘piacevole’, illuminato da una luce calda che tornisce le forme il San Francesco della Concezione; aspro, duro, essenziale, invece, l’originale caravaggesco, sfiorato da una luce livida e tagliente”. Il “San Francesco in meditazione” è stato custodito per secoli, ignorandone l’autore, nella chiesa francescana di San Pietro Apostolo di Carpineto. Il quadro, nel 968 fu notato dalla storica dell’arte Maria Luisa Brugnoli, la quale suppose che quell’opera poteva essere attribuita quasi certamente al Caravaggio. A Roma, nella chiesa dei Cappuccini in via Veneto, era custodita un’opera apparentemente identica che per decenni ha tenuto in dubbio gli esperti. Dopo analisi particolari, raggi x, esami stratografici, si è giunti alla certezza che la tela di Carpineto è quella realizzata da Caravaggio, negli ultimi quattro anni della sua tormentata esistenza. L’evento espositivo di Messina è reso possibile dal Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, che ha concesso in prestito le opere.

Siluro del 1912 in mostra permanente al Museo Storico della Fortificazione

Il siluro, costruito a Fiume nel 1912 dalla ditta Whitehead, donato dal Ministero della Difesa al Museo Storico di Forte Cavalli, ed esposto a Forte Cavalli nel quadro della Notte della Cultura, rimarrà permanentemente nella struttura espositiva peloritana, per documentare le pagine di storia relative all’affondamento di numerosi piroscafi nello Stretto di Messina, avvenuti tra il 1917 e il 1918, durante la I Guerra Mondiale ad opera degli U-boot classe 24, 35 e 38, della Marina tedesca. Tra i siluramenti più gravi avvenuti nelle acque dello Stretto, l’affondamento del piroscafo Verona diretto a Tripoli con a bordo circa 3.000 soldati italiani disertori, e quello del traghetto Scilla. Il 28 agosto 1917, la nave traghetto Scilla, gemella della Cariddi, partì da Reggio Calabria, ove aveva caricato un contingente di truppa costituito da seicento uomini tra soldati, ufficiali e sottufficiali destinato a Messina. Navigava sulla rotta di sicurezza, poco distante dalla costa, quando davanti all’abitato di Gallico, la nave fu silurata da un sommergibile nemico. Non fu possibile fare nulla, per soccorrere i naufraghi risucchiati dal gigantesco vortice prodotto dalla nave che affondava. La nascita, l’evoluzione e la diffusione dell’arma siluro è legata alla città di Fiume ed ai nomi di Johann Blasius Luppis, ufficiale della marina austro-ungarica, e Robert Whitehead, ingegnere britannico (1823-1905). Le origini del silurificio risalgono al 1875, quando fu inaugurato a Fiume, l’impianto della Torpedo Fabrik von Robert Whitehead. Il Museo Storico della Fortificazione permanente dello Stretto di Messina di Forte Cavalli, diretto dal prof. Vincenzo Caruso, ha sede nella ottocentesca fortezza. Il percorso, arricchito oggi di nuove testimonianze, documenta la storia dei Forti Umbertini e della difesa dello Stretto dal 1860 alla II Guerra Mondiale. Tra reperti, filmati e documenti iconografici riferiti all’ultimo conflitto mondiale, è possibile immergersi in un mondo dimenticato del quale Messina si sta riappropriando. Il Museo è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Messina e della Fondazione Bonino Pulejo; per informazioni http://www.fortecavalli.it

Ottima riuscita del “Potenziamento della difesa dello Stretto: 1810, lo Sbarco Murattiano”

Uno dei più apprezzati appuntamenti della lunga Notte della Cultura, svolta a Messina lo scorso sabato, è stato quello organizzato in sinergia tra Assessorato Comunale alle Politiche del Mare, Istituto Italiano dei Castelli, Associazione Amici del Museo di Messina e Il Circolo a Santa Maria Alemanna. Dalle ore 21 fino a quasi le 2 di notte nel suggestivo tempio medievale di Via Sant’Elia si sono alternate conferenze e intermezzi musicali, oltre ad una visitatissima mostra, aventi come tema “Il Potenziamento della difesa dello Stretto: 1810, lo Sbarco Murattiano”. Proprio il 18 settembre 1810 a sud di Messina si svolse un episodio di guerra poco noto ma di rilevanza europea. In quella occasione tra Mili e Giampilieri i francesi di Gioacchino Murat tentarono la conquista della Sicilia. Il fallimento dell’impresa comportò il progressivo ritiro del contingente francese dall’area dello Stretto e la Sicilia non ebbe a subire l’occupazione napoleonica come il resto dell’Europa continentale grazie alla risolutezza degli abitanti dei villaggi a sud di Messina. I francesi al comando del Generale Cavignac sbarcarono in quelle spiagge con l’intento di occupare le colline retrostanti la costa in attesa di un secondo contingente di sbarco che però non giunse mai, provocando il fallimento della spedizione. Degli oltre tremila uomini sbarcati quasi la metà vennero uccisi o fatti prigionieri grazie alla determinazione degli abitanti di quelle contrade coadiuvati da truppe borboniche e inglesi. Nell’attesa di questo previsto attacco murattiano furono rafforzate le strutture fortificate della sponda siciliana a partire dal fortino borbonico di Capo Schisò per arrivare alla Torre Peloro di Faro. In realtà lo sbarco avvenne nella parte di costa apparentemente meno munita lungo la riviera a nord di Scaletta per evitare l’impatto diretto nell’area dello Stretto fortemente difesa da tutta una serie di strutture militari. Gli scontri, che durarono a lungo provocando vittime in entrambe le parti, si estesero a sud sino a Capo Sant’Alessio. Il frettoloso rimbarco dei francesi lasciò a terra gran parte delle truppe con numerosi ufficiali cui non rimase altra scelta che la resa. Tra i cimeli di quegli scontri va ricordata la bandiera di combattimento del Reggimento Corso esposta per anni nel transetto della Cattedrale di Messina. Infine è bene ricordare che a celebrare la vittoria sui francesi venne eretto un monumento a Mili che fu però demolito dopo la fine del Regno delle Due Sicilie. Sono intervenuti come relatori Giuseppe Ruggeri, Orazio Micali, Franz Riccobono, Armando Donato, Alessandro Fumia e Marco Grassi che hanno affrontato l’argomento nelle più svariate prospettive. La lunga serata è iniziata con i saluti dell’Assessore Pippo Isgrò, del Presidente del Circolo Angelo Caristi e della Delegata dell’Istituto dei Castelli Micaela Stagno d’Alcontres. Gli artisti che si sono esibiti nei vari interventi musicali sono stati: il soprano Tiziana Caminiti, Ata Virzì e Domenica Mastronardo al pianoforte e Carmelo Ricciardi al sassofono. La Mostra documentaria sul tentativo di sbarco francese e sulle fortificazioni della riviera jonica peloritana è stata curata dallo Studio di Architettura di Antonio Galeano. Un appuntamento quello svolto nell’ambito della Notte della Cultura 2011 che fa parte del ricco programma di attività varato dall’Associazione Amici del Museo per ricordare degnamente il Bicentenario di questo significativo evento. Episodio lontano quello dello sbarco murattiano in Sicilia ma che malgrado i due secoli trascorsi ricorda ancor oggi il ruolo strategico di Messina nello scacchiere europeo.