Giorno: aprile 5, 2013

Giovanni Celeste

celesteSe a Messina dici “Giovanni Celeste” la gente ti risponde “campo di calcio”. E’ vero, a Messina uno dei due stadi dove si gioca a calcio è intitolato a Giovanni Celeste.
Nato a Messina il 22 gennaio 1905, da giovane si dedica allo sport giocando nella locale società di calcio della U.S. Peloro, nel 1930 si laurea in Discipline Nautiche presso il Regio Istituto Superiore di Napoli e
successivamente decide di intraprendere la carriera Militare entrando nella Regia Scuola C.R.E.M. (Corpi Reali Equipaggi Marittimi). Partecipa alla operazioni militari in Spagna e nel 1937 si sposa. La sua carriera militare continua e come Ufficiale si imbarcherà su numerose unità di superficie e subacque, fino a quando nel 1942 subentra al comando del R. SMG Toti in sostituzione del C.F. Primo Longobardo, svolgendo numerose missioni di rifornimento tra la madre Patria e l’A.S.
stadioAgli inizi del 1943 gli viene affidato il suo primo effettivo comando e a bordo del SMG FR 111 di preda bellica Francese viene destinato alla base di Augusta.
Al rientro dall’isola di Lampedusa intorno alle ore 15,00 del 28 febbraio 1943, l’unità viene sottoposta a mitragliamento e bombardamento da parte di aerei nemici e nel giro di poco tempo il SMG FR 111 con il suo Comandante e l’intero equipaggio affonda al largo del Capo Murro di Porco (Sr).
Il Comandante T.V. Giovanni Celeste fù decorato con MAVM, MBVM, Croce di Guerra, Medaglia commemorativa intervento in Spagna, Cavaliere della Corona d’Italia.
Nel 1948 su delibera del consiglio comunale di Messina, lo stadio di “Gazzi” inaugurato nel 1932 viene intitolato a Giovanni Celeste.

Sergio Cavacece

La Fiera di Messina

qmessinaUno degli angoli più caratteristici ed amati dai Messinesi, è indubbiamente la “passeggiata a mare”. Denominata lo chalet prima del terremoto del 1908 che distrusse quasi totalmente la città messinese e quella reggina, venne arricchita dalla costruzione della fiera campionaria internazionale iniziata nel 1938.
In pieno regime Fascista lo stile degli enormi padiglioni non potevano non essere accostati al razionalismo Italiano che prese piede negli anni 20/30 e che fu sfruttato dal Regime Mussoliniano facendo anche la fortuna di molti architetti dell’epoca divenuti famosi in futuro. Ancora oggi lo stile e la lungimiranza delle sue linee architettoniche futuriste per quegli anni, quando ancora si costruiva seguendo i vecchi canoni ottocenteschi, catturano chi le contempla specie chi apprezza tale stile. Naturalmente molti edifici eretti nel periodo pre-bellico si accostano al futurismo, ma molti non sapendo che questo stile tanto vituperato e disprezzato in passato perché considerato “complice” del disgraziato Regime, viene accostato a non meglio identificate geometrie degli anni ’50. Oggi, e finalmente direi, il futurismo Italiano viene riconsiderato e studiato da molti architetti i quali, ne stanno rivalutando forme e spazi dedicando anche conferenze e trasmissioni televisive. Indubbiamente ancora a distanza di tanti anni non si è maturata all’interno della mente umana quella semplice ma per molti complicata scissione degli eventi storici, sociali e culturali dalla, visti gli odierni risultati, degenerazione della politica.

Sergio Cavacece