Replica dell’Associazione “Festung” sulla mostra fotografica a cura del Sig. Pintaldi

Pubblichiamo, di seguito, la mail giuntaci da parte dell’Associazione “Festung”, che recita integralmente:

“E’ innanzitutto opportuno che, richiamandoci ai doveri contenuti nella Legge 3 febbraio 1963, n. 69, la responsabile del network MesisnOra, dottoressa Mancuso, cancellasse o rettificasse immediatamente il link
http://www.messinaora.it/joomla/cultura-e-spettacolo/item/3930-la-mostra-fotografica-del-maestro-pintaldi-e-i-fotogrammi-della-discordia-video.html

in cui, pubblicamente, in maniera del tutto aprioristica, offensiva e passibile di denuncia, ha tacciato di –nazismo- (Festung Sizilien significa Sicilia fortificata, e i bunker nazisti a Messina non esistono) l’associazione solo perché denominata in lingua tedesca.
Quella stessa lingua propria di imperatori, poeti, scrittori con i quali la Sicilia e Messina hanno avuto ed hanno importantissimi legami; propria dei tanti turisti che ogni anno vengono a visitare la nostra isola, incrementandone l’economia e soprattutto propria di quella terra che ha dato e dà la possibilità di lavorare e vivere a molti italiani, siciliani in particolare, –costretti- ad andar via.

Premesso ciò, le ironiche e screditanti dichiarazioni del signor Roberto Pintaldi, diffuse nel video su youtube pubblicato il 6 dicembre a cura del network multimediale MessinaOra, non ci toccano.

Tuttavia se la nostra Associazione è –sedicente– così come affermato nel video dal Pintaldi, risulta davvero strano che, citando un esempio, coloro non più giovanissimi che si occupano di cultura locale, possano ancora confondere la palazzina INAIL col palazzo Littorio.– Forse non siamo gli unici –sedicenti.–
il Sig. Pintaldi sappia che l’Associazione non è composta da FESSI così come crede.
E’ infatti palese che -dopo le nostre segnalazioni-,quindi a mostra in pieno svolgimento, nel pannello con le immagini inerenti i bombardamenti, nello spazio in alto, tra la foto che ritrae il palazzo del Banco Sicilia e quella del palazzo Littorio, e nello spazio a dx sopra il fotogramma che ritrae il porto distrutto, -siano apparse le targhette indicanti la provenienza, Immagini tratte da “Messina un secolo di storia, 1870-1960, ricerche cinematografiche Egidio Bernava””. –Targhette che prima non c’erano–.
Le fotografie che pubblichiamo a dimostrazione di quanto sostenuto, parlano chiaro.

Come infatti è bene evidente, le immagini -A e B- scattate alla fine di novembre, si riferiscono a prima della modifica; infatti le frecce rosse indicano lo spazio vuoto in cui -le targhette non ci sono ancora–.
Nella foto –C- invece, ovvero l’immagine estrapolata dal suddetto video pubblicato su youtube il 6 dicembre, si nota bene che gli spazi prima vuoti sono occupati dalle targhette, –palesemente aggiunte dopo–.
Inoltre si ribadisce che la questione non è riferita ai soli due fotogrammi del periodo bellico; ovvero quello della jeep Willys MB e quello della mitragliera 20 /70 Scotti Isotta Fraschini, essendovi in totale 9 tra fotogrammi e foto non opera del Maestro, di cui non era stata segnala la provenienza.

Quindi le nostre segnalazioni, al di la delle chiacchiere e dei polveroni alzati, si sono rivelate giuste e fondate.
Finalmente adesso ci sono le indicazioni, seppur è chiaro che la fonte originaria dei filmati contenuti nel lavoro del gentile dott. Bernava (tra l’altro visibili in tanti altri dvd) che al contrario di quanto pubblicamente sostenuto in un precedente comunicato dal signor Pintaldi, non indica alcuna collaborazione, non citando nei titoli di coda il nome del Maestro; sono dell’Ist LUCE e /o altri archivi a seconda del tipo di filmato. Le foto invece sono spesso visibili anche in alcuni volumi sulla seconda GM, uno in particolare che contiene anche le eloquenti foto dei bombardamenti, scattate dal Maestro.

In conclusione l’Associazione ribadisce per l’ennesima ed ultima volta, che – non ha interessi di alcun tipo ed ha attaccato o criticato i pregiati lavori del Maestro Aldo Pintaldi, eccellente professionista mai messo in discussione.– Tantomeno cerca pubblicità, visibilità, contatti e collaborazioni, in una realtà locale che si commenta bene già da sola.
L’Associazione, costituita da un gruppo di liberi cittadini contribuenti, che per mezzo di essa hanno liberamente espresso una propria legittima, pacata e fondata segnalazione, non ha nulla da condividere e tantomeno nessun dovere ed obbligo nel confronti del signor Roberto Pintaldi e della relativa mostra pubblica sponsorizzata da enti pubblici; riservandosi di appalesarsi nei modi ritenuti più opportuni.

Buon proseguimento
Best regards (siamo in Italia che in quanto paese libero ci consente di parlare come meglio crediamo)

Ass. Festung Sizilien”

In allegato, la foto relativa alla mostra.

mostra fotografica

One comment

  1. Caro Signor “Festung sizilien”, chi le scrive è il dott. Roberto Pintaldi. Non credo di essere stato mai offensivo, nè di aver rilasciato, nè durante le mie repliche, nè tantomeno nell’intervista, dichiarazioni lesive nei suoi confronti, anzi, l’ho anche invitata ad un confronto e a un incontro, dopo una dovuta presentazione. Non penso, tra l’altro, che la dott. Palmira Mancuso abbia mancato di rispetto ad alcuno con il riferimento ai fortini tedeschi della seconda guerra mondiale le cui foto erano condivise nella pagina facebook dell’associazione (il periodo era quello nazista, non trovo nulla di offensivo). Per quel che riguarda le didascalie che precisano la provenienza di 9 fotogrammi presenti nella mostra, sin dal 13 di ottobre sul catalogo che ho distribuito gratuitamente erano già indicate pagina per pagina, posso dimostrarlo in qualsiasi momento o sede. Mi piacerebbe con lei controllare se il fotogramma che raffigura un palazzo dietro una mitragliera sia l’ex palazzo Littorio o come lei sostiene il palazzo Inail. A disposizione per un’eventuale collaborazione.
    Distinti saluti,
    Dott. Roberto Pintaldi.

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