Giorno: Mag 10, 2012

Le origini del nome Brasile, sono paternità di un messinese

La ricerca a volte, segnala straordinarie scoperte. Nella affannosa ricostruzione delle origini toponomastiche, dei luoghi geografici, è da notare una singolare scoperta. Le origini del nome dello stato sudamericano più esteso, il Brasile, sono legate alle annotazioni di uno dei più grandi cartografi di Messina Giovanni Martines. Secondo quanto ebbe osservato lo studioso e scrittore inglese Johns Hopkins nel suo: Modern Linguage notes, pubblicato come primo volume nel 1890 a pagina 106, stigmatizzando sulle condizioni etimologiche del nome dello Stato del Brasile, precisava l’assoluta mancanza di certezze storiche. Infatti, fin dal tempo in cui, i primi esploratori giunsero sulle coste di quel paese, non ebbero il modo di individuare nelle prime carte, un nome principale. Brasilia era nome fittizio, assegnato a un territorio niente affatto vasto, ma limitato e assoggettato a un fiume, le cui foci furono scoperte nell’anno 1500 dallo spagnolo Vicente Yanez Pinzon. Gli aborigeni incontrati dopo la presa di possesso ufficiale del paese che ebbe inizio l’anno del Signore 1532 chiamavano, la grande foresta Amazzonica allora estesa su quasi tutto il Brasile con una voce, che i portoghesi tradussero in Matas, la madre, poi conosciuta come Mata Atlantica. Esistevano presso la parte settentrionale delle coste brasiliane, delle isole, segnalate in alcune carte inglesi del 1580 col nome di Brasile; così ricordate e vergate, nella successiva pubblicazione dell’inglese Ser However 1598. Nè può dirsi attendibile, la spiegazione che vuole identificare il nome brasil da una particolare pianta, discendente della famiglia delle Fabaceae e che i nativi chiamavano Pau Brazil. Secondo alcuni studiosi del XVII secolo, il nome derivava dalla voce portoghese brasa che significa “rossa”. Per spiegare in tal senso, l’osservazione fatta su un particolare tipo di pianta dalla infiorescenza rossastra dal legno durissimo. Ma ovviamente, le origini portoghesi del nome non possono viaggiare di pari passo con la scoperta di un paese che assunse, i rudimenti di un lessico neolatino, se non dopo la prima fase della sua conquista, iniziata come anticipato nel 1532. Da ciò si osservava, le origini del nome, dovevano provenire da altri fattori, probabilmente legati ai primi viaggi. Infatti, si associano alla visitazione delle coste del futuro paese dell’America Latina, le esplorazioni di Amerigo Vespucci, italiano che nel 1499 si era imbattuto casualmente in questo grande territorio. I rudimenti etimi potrebbero dipendere da questa fase ricognitiva. La presenza del Vespucci, propone una origine legata al complesso mondo degli esploratori italiani. Nella mischia dei quali, i messinesi ebbero grandi rappresentanti. Negli stabilimenti messinesi ben presto, si fecero largo, delle carte davvero ragguardevoli già nel 1558. Le quali negli anni successivi, furono eseguite nuovi esemplari sempre meglio curati. Sarà sempre Johns Hopkins a segnalare che, dalle carte di Giovanni Martines cosmografo messinese, nella edizione del 1578, si osservava sopra tutto il paese sud americano, il toponome di regno des Brasil. Probabilmente, l’origine del topo nome scovato nelle soluzioni del cosmografo messinese, dipende da una locuzione, ben presente nella terminologia giuridica latina con attinenza, alla gestione di grandi latifondi di proprietà di un principe, qualunque esso sia. Infatti la voce bratilianus che altri conieranno come brasilianus era il latifondo, dato in locazione a coloro che lo occupavano in nome di un signore. Simbolicamente, il vocabolo bratiliano, viene suggerito in un documento napoletano del 1309 con la valenza appena segnalata. Quindi, come era già accaduto al tempo di Colombo e come accadeva ogni volta si scoprisse un nuovo fondo, queste terminologie accompagnavano, le formule giuridiche per individuare alcuni territori o parti di essi, praticamente ritenuti disabitati. Ma comunque, fonti di un patrimonio delegato a un sovrano. Sembra che, in mancanza di un nome preciso e condiviso, l’esperimento proposto dal cosmografo Martines, indicante quel vasto territorio come il Brasil, sia una soluzione all’origine di un nome, oggi largamente utilizzato e condiviso, nell’identificazione del più grande stato sudamericano.

Alessandro Fumia