Mese: febbraio 2012

Il Buon Governo: mostra sugli affreschi di Ambrogio Lorenzetti durante la Notte della Cultura

Tra il 1337 e il 1339  Ambrogio Lorenzetti, fratello minore del pittore Pietro, realizzava nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena un importante ciclo di affreschi. La grande novità che caratterizzava l’opera pittorica era la tematica trattata, per la prima volta  veniva rappresentato in un ciclo di grande rilevanza un tema “civile” e non religioso: Il Buon Governo. Anche se l’aspetto religioso è comunque presente e integrato nell’opera perché legato in modo imprescindibile alla visione del mondo degli uomini medievali, edificatori e abitatori di una società che aveva in Dio il suo fine ultimo, l’opera veniva realizzata su commissione del “governo dei Nove” così chiamato dal numero dei governatori che dal 1287 al 1355 amministrarono la città di Siena portando risultati giudicabili positivamente dal numero di opere pubbliche portate a termine.
Il maestoso dipinto occupa tre pareti: la parete centrale (lunga circa 7,7 metri) rappresenta la buona politica retta dalle virtù naturali e cristiane; la parete Est (lunga circa 14 metri) ritrae gli effetti del buongoverno in città e nel contado; la parete Ovest (lunga 14 metri) rappresenta invece l’antitesi di quanto prima esposto, cioè il Malgoverno con le sue conseguenze sulla società. Si fa largo uso quindi dell’allegoria, figura retorica molto usata nel medioevo tendente a spiegare un concetto mediante un’immagine. E sono numerose le rappresentazioni allegoriche contenute nel ciclo di affreschi, allegorie evidentemente facilmente comprensibili ai senesi del XIV secolo, considerando che la Sala dei Nove era facilmente accessibile come descritto nelle prediche di San Bernardino da Siena. Inoltre nella tradizione politica dei comuni italiani appare chiaro come la sala del governo fosse accessibile a chiunque. Il fine dei dipinti appare quindi evidente: aiutare tutti a riflettere su che cosa significhi governare avendo in mira il bene comune. Il ciclo di affreschi è infatti molto apprezzato non solo dagli storici dell’arte ma anche dagli storici delle idee come la più brillante sintesi dell’ideologia del governo comunale. Tra gli studiosi c’è stato anche chi ha definito l’opera di Ambrogio Lorenzetti come una “Summa pittorica del governo”, con un evidente paragone alla Summa Teologica di San Tommaso d’Aquino, quindi una vera e propria Summa Politica trasposta per immagini, raffigurante il fondamento e l’attuazione della politica della società medievale.
Il prossimo 25 febbraio, in occasione della “Notte della Cultura” organizzata dal Comune di Messina, Alleanza Cattolica proporrà una mostra delle riproduzioni del ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti. I pannelli sono stati realizzati dall’ Istituto per la Dottrina e l’Informazione Sociale in Sicilia, rappresentano e spiegano le principali allegorie del Buon Governo: Sapienza, Giustizia, Concordia, Bene Comune, Prudenza, Fortezza, Pace, Fede, Magnanimità, Temperanza, Giustizia, Speranza. Altri pannelli sono dedicati  agli effetti del buon governo e agli effetti di un cattivo governo. Per scoprire e comprendere i significati di queste allegorie si rimanda quindi alla visione della mostra che sarà visitabile al primo piano di Palazzo Zanca durante la “notte della Cultura”.
Le intenzioni di Alleanza Cattolica, che da sempre diffonde il Magistero della Chiesa e la sua Dottrina Sociale, appaiono chiare: gli affreschi del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti a distanza di secoli dalla loro realizzazione possono continuare a svolgere il loro scopo di avviare una riflessione su cosa significhi governare avendo in mira il bene comune, basandosi su principi naturali e cristiani. I dipinti offrono quindi dei princìpi rappresentati in modo figurativo: se nell’amministrare la cosa pubblica saranno seguiti ci saranno degli effetti positivi, nel caso opposto gli effetti saranno negativi.

Antonino Teramo

I Maccarruni ‘nto sugu (Maccheroni nel sugo)

Tra le ricette tipiche carnascialesche della zona del Messinese, è obbligo ricordare un primo d’eccezione che viene posto sulle tavole dell’interland il martedì grasso, il quale unisce il sapore della carne a quella della pasta fatta in casa, si tratta dei famigerati MACCARRUNI N’TO SUGU (maccheroni nel sugo). Gli ingredienti sono alla portata di tutti e i risultati offrono alle papille gustative un gusto impeccabile.

Per la preparazione della pasta fatta in casa, servono per 4 persone:
250 gr di farina di semola
250 gr di farina di tipo 00
2 uova
Un cucchiaio di olio
Sale
Disporre la farina di semola mischiata a quella di tipo 00 su un piano d’appoggio, formando la classica fontana, aggiungere un pizzico di sale, le uova precedentemente sbattute e il cucchiaio di olio, impastare il composto fino ad ottenere una massa omogenea ed elastica. Solitamente, come insegnato dalle nonne, la pasta viene lavorata con il “ferretto” ricavato da un vecchio ombrello inutilizzato, ma può essere usato in alternativa uno stelo di giunco. La pasta, viene dunque suddivisa in piccoli cilindri, che vengono ricavati, lavorando la stessa con le mani. Ogni cilindro, diventerà un maccherone, grazie all’impiego del ferretto, il quale viene posto sul cilindretto poggiato sul piano d’appoggio e fatto ruotare tra le dita in modo da allungare il cilindro. Il ferretto, permette così al maccherone di formare il classico buco. Facendo attenzione a sfilare il maccherone dal ferretto, questo viene adagiato su una stuoia fatta di intreccio di canne e viene fatto riposare. Intanto si può procedere alla preparazione del sugo.
Gli ingredienti necessari sono:
Olio
Cipolla
Guanciale di maiale
Pepe nero
Salsa di pomodoro
Vino rosso
Salsiccia
Cotenna di maiale
Alloro
Sedano
Carne di maiale
Il trito composto da cipolla e sedano viene fatto rosolare e intanto viene aggiunto a questo, il guanciale di maiale tagliato a tocchetti. La carne viene insaporita con sale e pepe e viene fatta cuocere. Successivamente vengono aggiunte in pentola anche la carne di maiale e la salsiccia che continuano la loro cottura condite con del vino rosso quanto basta, la carne viene fatta rosolare e in seguito, a questa, verrà aggiunta la salsa di pomodoro che si lascerà cuocere a fuoco basso, con una foglia di alloro, la quale verrà successivamente eliminata. Le cotenne verranno aggiunte durante la cottura. Il tempo di preparazione del sugo è di circa 50’. Per evitare che il sugo si rapprenda, basta immergere nella pentola, un cucchiaio di legno.
Quando il sugo è pronto, la pasta viene incorporata a questo condimento e viene servita in tavola accompagnata da una spolverata di pecorino.
Le calorie sono innumerevoli, ma il gusto del piatto, è un toccasana per la giornata carnevalesca.

Laura Gangemi