L’antico quartiere di Lucchesi a Messina

Un quartiere di abitanti della città di Lucca, impiantato nel tessuto urbano della Città dello Stretto nel XIII secolo. In questa fase storica, i Giurati di Messina  in accordo con le forze commerciali della città, si erano gettati nella produzione della seta col piglio industriale; essi avevano intuito primi di altri che la concorrenza in campo serico, si poteva ottemperare, se a filare e tessere il prodotto serico messinese, vi erano i migliori setaioli dell’epoca operanti sul mercato. E nel XIII secolo, i migliori operatori tessili non v’è dubbio alcuno, che fossero i Lucchesi. In tal modo, concessero con un sistema di concessione demaniale, settori del loro territorio municipale a svariate comunità municipali, provenienti dall’Italia e dall’Europa, migliorando le rispettive conoscenze in molti campi. Queste collaborazioni in questo momento storico, erano favorite da una necessità primaria. La vecchia città di Messina, perduta in un violento incendio che la rase al suolo, favoriva l’incameramento di territorio demaniale a nord come a sud del vecchio impianto municipale, allora concentrato sugli spalti del colle Tirone e in un territorio delimitato a sud, dalle palizzate dello Zaera e a nord, dalle palizzate del Portalegni. La città di Messina, fino al 1157 era quella: la stessa Città dello Stretto che fu preda di Ruggero il Normanno, era quella. L’attuale centro storico, era campagna e fu popolato dopo il 1157. La nuova città di Messina, come segnalano gli atti del Tabulario di Messina, oggi conservato nella Novelle Biblioteque della città di Parigi, concedeva la possibilità ad altri enti, di favorire la convivenza multi etnica del tempo. In quella città e nei secoli a venire, nasceranno nuove cellule  d’affari che daranno la spinta a far crescere, la grande Messina che la storia ricorda.  Da uno di questi atti notarili conservati a Parigi, si apprende della presenza a Messina, di una comunità di cittadini di Lucca. Essi erano conurbati in un settore civico concentrato: fra la “ruga pisanorum”  sul suo lato occidentale, e la “ruga indultis” sul suo lato orientale dalla parte del mare.
Come accennato prima, Lucca viene ricordata nel periodo compreso fra i secoli XI e XIII,  come il più importante centro di produzione occidentale di seta, e da essa si rivolgeva la domanda europea e mediterranea per il consumo di beni di lusso. Nella nuova Urbe di Messina, nel periodo che va dal 1239 al 1313 si vanno a creare, delle nuove realtà insediate che prima non esistevano. Da un documento legato a un litigio per motivi di eredità testamentarie:  un tale, Giovanni Chipulla figlio e nipote di Lucchesi, litiga con domina Rosa, nipote di Falcone e figlia di un altro Lucchese per la divisione di un fondaco, formato da ben dodici fra botteghe e magazzini diversi, affacciati per un confine sulla ruga de indultis.
Questo era il settore medievale in cui ricadeva la comunità di Lucca trapiantata a Messina.

Alessandro Fumia

One comment

  1. La mia famiglia ha origini messinesi. Mio trisavolo Giuseppe Lucchesi nato a Messina nel 1810 figlio di Giovanni e Ignazia Giannetto, e residente in Borgo della Zaera, si trasferì a Acicatena nel 1871 per impiantare ina altra fabbrica di agrocotto oltre a quella già esistente a Messina.
    Il figlio (mio bisnonno) nativo in Messina nel 1842) sposò Anna Giordano figlia di Domenico Giordano e di Caterina Piccolo, anch’essi industriali di Messina.
    Cordiali saluti
    Paolo Lucchesi

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