L’antico quartiere Bresciano a Messina

Nella città medievale di Messina, dopo gli effetti dell’incendio che la devastò radendola al suo del 1157, vide nuove entità insediate rigenerare una pianta sempre verde. Il nervo che ha sempre contraddistinto i messinesi nel passato,  si è mantenuto vivo ed attivo. Mai domi delle sventure arrecate dai eventi funesti, dalle calamità della natura o dalle iniquità del genere umano, l’hanno atterrata. Sempre Messina, è risorta come la Fenice dalle sue stesse ceneri. Ecco che, fra i secoli XII e XIV compaiono, tante comunità di tessitori, edili, fabbri ferrai, artisti che in cerca di fortuna, incominciarono a popolare nel versante meridionale dell’Italia, le fiorenti città del sud. Tutte avevano partecipato alle fortune dei Normanni e dei loro comprimari, e tutte queste etnie, adesso, erano pronte a contribuire e a rendere sempre gloriose quelle città.
Messina, la più attiva fra esse, favorita dai commerci e da una certa dinamicità dei suoi cittadini, si stava dando una connotazione, più lungimirante e mirata, verso uno sviluppo sempre migliore. La ricchezza veniva perseguita attraverso l’ingegno e attraverso il lavoro. Il governo municipale sintesi della Giurazia cittadina, faceva la sua parte, accrescendo le sue ricchezze e i suoi averi. Una politica dell’accoglienza che darà i suoi frutti. Anche Messina partecipava alla gloria dei Comuni italiani, ricreando nel suo seno, le condizioni per competere. Negli anni in cui la Città dello Stretto, aveva innalzato i labari della Repubblica Marinara 1252 – 1256 alleandosi con lo Stato della Chiesa, giunsero a Messina tante comunità straniere; fra i quali anche cittadini della città di Brescia.
In un documento inserito nel secondo volume della Messana regumunque… di Placido Saperi 1742, si segnalava la presenza, di una loggia e di altrettante case, presso la “ruga brexianorum.”
I Bresciani che componevano quella mischia, erano tessitori di seta e i loro telai, furono richiesti per le produzioni del broccato, un filato che darà molta fama alla città di Messina nei secoli a venire.

Alessandro Fumia

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