Carnevale di Rodì Milici dal 3 all’8 marzo

La rappresentazione carnevalesca dei “Mesi dell’Anno”, che si svolge a Rodì Milici è una sorta di personificazione dei dodici mesi dell’anno, in chiave satirico-umoristica.
I Mesi dell’Anno rientrano nella tipologia dei Carnevali “strutturati” (Allegoriche), quelli cioè che prevedono una prescrittiva e inderogabile forma rappresentativa. Più in particolare, nel caso di Rodì Milici, si fa anche riferimento ad un copione, dove sono riportate le “parti” che ogni singolo Mese, il Re, il Poeta e il Borghese – questi i protagonisti dei cerimoniale – devono interpretare, nel rispetto di un modello recitativo-declamatorio, affine a quello un tempo usato dai cantastorie e dagli opranti. A differenza poi di altri rituali carnevaleschi messinesi, i Mesi dell’Anno di Rodì Milici vantano, o per lo meno così riferisce la tradizione, un’origine storica ben precisa.
La rappresentazione ha luogo nelle prime ore della domenica e del successivo martedì Grasso. I dodici mesi distinti da un mascheramento referenziale allegorico, realizzato con soluzioni povere ma di grande efficacia visiva ed evocativa, un tempo in groppa a degli asini e oggi su cavalli, anche loro bardati a festa , e accompagnati dai loro attendenti, giungono in piazza. Qui, a turno, con fare minaccioso si rivolgono al Re (Principi, Re e Cavalieri) e, dopo, aver vantato i privilegi insuperabili che recano al benessere della comunità, chiedono, nella provvisoria inversione dei ruoli che mette in crisi l’autorità costituita, in maniera perentoria ed esclusiva la corona, espressione massima dei potere.
Spetterà al Poeta, alla fine delle appassionate perorazioni dei Mesi, il compito di ricomporre l’insanabile conflitto, ristabilendo così le consolidate certezze del vivere quotidiano. La parte finale del copione, che chiude e suggella il cerchio allegorico del cerimoniale, è recitata dal cosiddetto Borghese, una sorta di io narrante, identificatile con l’autore dei versi, che esalta la figura del Re e non solo quella allegorica, ma anche quella storica.

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